Oasis – Milano Urban Festival 2009
Devo ammetterlo, sapere che
- gli Oasis si sono sciolti
- che i fratelli Gallagher vanno in tour su bus separati e si incontrano solamente sul palco, che quando per sbaglio si vedono un minuto prima dell’inizio del concerto sfasciano chitarre e fanno saltare tutto (Amy MacDonald testimone, poco fuori Parigi)
- che si sono rifiutati di esibirsi per l’ultima volta (per i prossimi 5 anni, ma si supponeva solo fino a 2 giorni prima dello scioglimento) davanti ai fan che hanno fatto la loro fortuna, in Inghilterra al V Festival, con la scusa di una laringite (quando è capitato spessissimo che metà concerto fosse cantato da Noel perché Liam spariva nel backstage)
- che i promoter dei concerti saltati si sarebbero uniti per querelare la band
non ha provocato in me particolare dispiacere.
Sapere che sarebbero stati sostituiti dai Deep Purple invece, mi ha decisamente migliorato la giornata!
Personalmente la musica degli Oasis non mi dice nulla, ma per piacere a così tanti milioni di persone qualche qualità la dovranno pure avere. E i 2 fratellini cosa fanno? Buttano tutto nel cesso e tirano per bene la catenella per i loro capricci personali. Si meritano tutto il peggio che possa capitare, dal punto di vista professionale. O no? Che poi a questi livelli usare l’aggettivo “professionale” è abbastanza fuori luogo. Un professionista come minimo avrebbe portato a termine gli ultimi 3 concerti del tour, per cui decine di migliaia di persone avevano già acquistato i biglietti. Come minimo
Sì, vero, quando i Deep Purple sono saliti sul palco, parte del pubblico si è avviata ai parcheggi, ma i rimanenti si sono goduti un concerto come si deve, diretto da maestri con esperienza da vendere (soprattutto alla band che hanno sostituito) e capaci di coinvolgere anche giovanissimi che forse prima li conoscevano solo per Smoke on the water.
Ecco qualche foto
